
Riprendendomi in mano, sulla buona strada del "mettermi insieme", ieri sera ad un concerto in un appartamento (a quanto pare, la nuova frontiera del radical chic italiota, tardamente desunto da una prassi consolidata negli stati uniti e nel Canadà)sono riuscita a riflettere su un paio di cose.
1 - Portare ad una Festa, invece della consueta bottiglia di qualcosa o la torta fatta in casa, dell Caramelle gommose e chimichissime aiuta la socializzazione, ripaga l'ego, fornisce autostima donando una sicurezza e paraculaggine straordinaria e risveglia il bambino che è in chiunque. Insomma : fa fare un figurone.
Ho visto ragazzi e ragazze di ogni sorta ululare alla vista delle cocacoline gommose.
Ho sentito di reazioni inconsulte davanti alle rotelle di liquirizia haribo.
Ho ascoltato le rimembranze di un cantante che mi rincorreva mentre portavo il colorato piatto (mi rincorreva per le caramelle, magra consolazione, ma almeno mi rincorreva...)
2 - A proposito di questo: una volta la mia indole rimaneva rapita dal più schivo del gruppo che andavo ad ascoltare. Era il batterista nell'angolo, o più spesso il bassista che suonava guardandosi solo i piedi e non sorrideva nemmeno sotto solletico.
Ora deve essermi successo qualcosa. Qualche mutamento di dna dovuto all'assunzione copiosa di caramelline gommose appunto.
Ultimamente infatti vengo rapita dagli ancheggiamenti del frontman, dall'eloquio sciolto di questi re della paraculaggine, dalla battuta pronta e dalla voce bassa e intensa.
L'unica cosa che è rimasta una costante è che entrambe le tipologie devono necessariamente indossare camicie o t- shirt strette e possibilmente vintage e avere un fisico semisecco e spalle strette.
Quindi forse significa che se anche un camionista (un commercialista, un idraulico, un avvocato, un elettricista) avesse questo look e un fisico patito, potrei prendere per essi una sbandata di quelle toste.
Forse, ma questa per ora è un illusione perchè "a me mi piace un altro".
A me mi piace sempre un altro... uffa...


